LA TESSITURA CON LE TAVOLETTE E L'USO DEI FILI D'ORO PRESSO I LONGOBARDI

Articolo pubblicato su www.facebook.com/Winniler in data 14/09/2022

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“I vestiti erano ampi, fatti soprattutto di lino, come sono soliti portarli gli Anglosassoni, ornati di liste piuttosto larghe intessute di vari colori.” [Historia Langobardorum IV, 22]

Secondo la soprastante descrizione, fatta da Paolo di Warnefrit nel riferire ciò che vide nei dipinti che adornavano le pareti del Palazzo di Monza (voluto dalla regina Theudelinda/Teodolinda e costruito tra il 595 ed il 602 circa), questo doveva essere il costume dei Longobardi degli inizi del VII secolo.

Lamine in bronzo dorato di scudo da parata provenienti da (a) Stabio (Canton Ticino), risalente alla 2^ metà del VII secolo, e (b) Lucca, ritrovamento presso la chiesa di Santa Giulia, datato intorno alla metà del VII secolo.

I bordi decorati erano una caratteristica del costume germanico, come si può notare osservando, ad esempio, il piatto di Isola Rizza, databile ad un quarto non precisato del VI secolo, dove troviamo un cavaliere imperiale trafigge due guerrieri germanici, ma anche prestando attenzione a diversi manufatti longobardi (citiamo a tal proposito tre reperti della metà del VII secolo: le lamine degli scudi da parata di Stabio e Lucca e l'anello-sigillo di Rodchis ritrovato a Trezzo d'Adda).

Anello-sigillo di Rodchis ritrovato a Trezzo d'Adda (al confine tra il territorio di Milano e quello di Monza).

Oggi sappiamo quali motivi ornavano i bordi degli abiti dei Longobardi, così come degli Anglosassoni e di altre popolazioni germaniche, grazie ai ritrovamenti, nelle sepolture, di fili aurei usati per le bordure di broccato che accompagnavano nell'aldilà i defunti di alto rango.

Broccato di Mombello Monferrato (Alessandria), t. 10.

(a) reperto in oro, (b) ricostruzione del motivo, (c) riproduzione del nastro [fronte], (d) tessitura con telaio a tavolette (da "I fili aurei longobardi: la tessitura con le tavolette e la lavorazione del broccato", Caterina Giostra e Paola Anelli, 2012) ed (e) telaio a tavolette utilizzato per la riproduzione di fasce con broccato (da "I fili aurei longobardi: la tessitura con le tavolette e la lavorazione del broccato", Caterina Giostra e Paola Anelli, 2012).

Tali motivi ornamentali erano realizzati con fili aurei, ma non solo, mediante il metodo di "tessitura con le tavolette", di cui si parla anche nel secondo carme di Gudrún, contenuto nell’Edda poetica, dove si legge «Hunskar meyjar / paer’s hlada spjoldum / ok gøra gullfargt» verso per cui è stata proposta la traduzione «Fanciulle unne che tessono fasce d’oro con le tavolette [...]».

Broccato del tipo "ad altezza costante".

Reperto 1: Trezzo sull’Adda, via delle Rocche, t. 2
Reperto 2: Trezzo sull’Adda, loc. San Martino, t. 12
Reperto 3: Mantova, Battistero, t. us 1266

Di ogni reperto troviamo: (a) disegno del reperto (da "La necropoli longobarda di Trezzo sull’Adda", 1986), (b) ricostruzione del motivo (da "La necropoli longobarda di Trezzo sull’Adda", 1986), (c) riproduzione del nastro [fronte] e (d) riproduzione del nastro [retro]

I reperti longobardi presentati in questa sede (vedere le immagini) sono ritrovamenti della Neustria (macroregione del Regno Longobardo comprendente i territori ad ovest del fiume Adda), provenienti da Mombello Monferrato (Alessandria) e Trezzo d'Adda (territorio di Milano, al confine con quello di Monza), e dell'Austria (i territori del Regno ad est dell'Adda), con il reperto ritrovato a Mantova.

Rappresentazione schematica della tecnica di "tessitura con le tavolette" (rielaborata da Peter Collingwood, "The Techniques of Tablet Weaving", 2002)

Per maggiori dettagli su questa tecnica di tessitura vi lasciamo alle immagini a corredo di questo breve scritto e vi consigliamo le seguenti letture di approfondimento:
• "Longobardi in Monferrato. Archeologia della Iudiciaria Torrensis" (Egle Micheletto, 2007)
• "I fili aurei longobardi: la tessitura con le tavolette e la lavorazione del broccato" (Caterina Giostra e Paola Anelli, 2012)
• "The Techniques of Tablet Weaving" (Peter Collingwood, 2002)
• "Early Anglo-Saxon Gold Braids" (Elisabeth Crowfoot e Sonia Chadwick Hawkes, Oxford University Institute of Archaeology, 1967)

Piatto di Isola Rizza (Verona): emblema centrale del piatto in argento raffigurante un cavaliere imperiale nell'atto di trafiggere due guerrieri Germani. Si notino i bordi ricamati che ornano le tuniche dei caduti.

 

Ritrovamenti di broccato in fili aurei nei territori dei regni germanici dell'Alto Medioevo.

Tavola tratta da "Early Anglo-Saxon Gold Braids" (Elisabeth Crowfoot e Sonia Chadwick Hawkes, Oxford University Institute of Archaeology, 1967).

 

Per un confronto con quanto visto per i Longobardi ci pare utile mostrare i ritrovamenti di fili aurei in area britannica.

Tavole tratte da "Early Anglo-Saxon Gold Braids" (Elisabeth Crowfoot e Sonia Chadwick Hawkes, Oxford University Institute of Archaeology, 1967).