IL CULTO DI GODAN E FREA

Articolo pubblicato in 2 parti su www.facebook.com/Winniler in data 15/04/2020 e 24/04/2020

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Così si legge nella "Origo Gentis Langobardorum", prologo dell'Editto di Rotari:

L'Origine della stirpe dei Longobardi
C'è un'isola, detta Scadanan, che significa eccidi, nelle regioni dell'Aquilone, dove abitano molte stirpi; tra di esse c'era una stirpe piccola che era chiamata dei Winniler. E c'era con loro una donna di nome Gambara e aveva due figli, uno di nome Ibor e l'altro di nome Aion; costoro, assieme alla loro madre di nome Gambara, avevano il comando sui Winniler. Si mossero quindi i duchi dei Vandali, cioè Ambri ed Assi, con il loro esercito, e dicevano ai Winniler: "Pagateci dei tributi o preparatevi alla battaglia e battetevi con noi". Risposero allora Ibor ed Aion con la loro madre Gambara: "Per noi è meglio prepararci alla battaglia, piuttosto che pagare dei tributi ai Vandali". Allora Ambri ed Assi, cioè i duchi dei Vandali, pregarono Wotan perché concedesse loro la vittoria sui Winniler. Godan rispose dicendo: "A quelli che vedrò per primi al sorgere del sole, a costoro concederò la vittoria". In quel tempo medesimo, Gambara con i suoi due figli, cioè Ibor ed Aion, che comandavano sui Winniler, pregarono Frea, moglie di Godan, perché fosse propizia ai Winniler. Allora Frea consigliò che i Winniler venissero al sorgere del sole e le loro mogli venissero con i propri mariti con i capelli sciolti attorno al volto, a somiglianza di una barba. Quando il sole nascente si levò, Frea, moglie di Godan, girò il letto su cui giaceva suo marito e fece sì che il suo viso fosse rivolto verso oriente e lo svegliò. E quello, guardando, vide i Winniler e le loro mogli con i capelli sciolti attorno al volto e disse: "Chi sono quelle lunghebarbe?". E Frea disse a Godan: "Come hai dato loro un nome, dà loro anche la vittoria". Ed [egli] diede loro la vittoria perché, così come sembrava opportuno, si vendicassero e riportassero la vittoria. Da quel tempo i Winniler sono chiamati Langbärten/Longobardi.

L'illustrazione che vedete, a cui ci siamo permessi di aggiungere il testo relativo all'imposizione del nome riportato nell'Origo Gentis Langobardorum, è stata realizzata nel 1905 da Emil Doepler "il Giovane" per il volume "Walhall, die go¨tterwelt der Germanen". Si intitola "Wodan und Frea am Himmelsfenster" (Godan e Frea alla Finestra del Cielo) e mostra, nella parte bassa, le donne dei Winniler acconciare, davanti al volto, i capelli sciolti a guisa di barbe così da essere viste dalla coppia divina.

Godan, noto in altre parti dell'Europa germanica come Wodan o Odin, era indubbiamente il Dio più caro ai Longobardi. A lui è dedicato il mercoledì, tanto che, ancora oggi, in inglese tale dì si chiama Wednesday, cioè "il giorno di Woden".

La sua importanza tra i Longobardi la si deve non solo al suo essere il padre degli dèi e figura primaria delle schiere divine dei Germani, ma soprattutto al voler onorare l'appellativo ricevuto dal dio, nel I secolo AEC, in occasione delle ostilità con i Vandali; in tale occasione, come narrato nella "Origo Gentis Langobardorum" e nella "Historia Langobardorum", la tribù chiamata Winniler fu adottata dalla divinità che la apostrofò col termine "lunghe barbe", da allora un sacro legame unì questo popolo al dio ed i Winniler divennero Langbärten/Longobardi. La stessa acconciatura longobarda ("Tenevano nuda la parte posteriore del collo, radendosi fino alla nuca, e davanti lasciavano cadere i capelli sino alla bocca, dividendoli in due parti con una scriminatura sulla fronte" [Historia Langobardorum, IV 22]) era di tipo "odinico" perché portava la chioma a continuarsi idealmente con la barba (come si narrava nel racconto del dono del nuovo nome da parte di Godan, ricordando così anche il ruolo delle donne del Volk che vennero viste dal dio in compagnia dei loro uomini, su suggerimento della di lui moglie Frea, mentre portavano i capelli davanti al viso a guisa di una barba).

Rappresentazione di Godan/Odin su di una placca dell'elmo di Vendel (Svezia, VII secolo).

Erroneamente si banalizza la figura di Godan riportandone la funzione di divinità guerriera (e nel caso dei Longobardi, popolo che si definiva "esercito", tale funzione era senza dubbio fonte di ispirazione), ma il "dio dalla Lunga Barba" era anche preposto alla conoscenza (non solo runica) ed alle arti. Una figura molto più complessa di quella mostrata oggigiorno dai media; una divinità che al tempo veniva vista, da coloro che seguivano la Fede degli Avi, come quella di un padre che sacrificava sé stesso per poi condividere la conoscenza ottenuta con il suo popolo e di un protettore in lotta contro il caos per la conservazione dell'ordine cosmico.

Nonostante la cristianizzazione a cui furono soggetti i Longobardi, ariana prima (nell'area della Pannonia) e cattolica poi, e le leggi che imponevano la conversione ad un credo monoteista, molti arimanni con le loro famiglie continuarono a praticare di nascosto l'antica Fede dei Padri portando avanti una ritualità che poco per volta divenne costume involontario e rimase col tempo nella lingua/toponomastica, nelle tradizioni e nelle storie tramandate (lo stesso Paolo di Warnefrit nella sua Historia, pur essendo un ecclesiastico, non riuscì a non raccontare, data l'importanza che tale figura divina ricopriva ancora nell'VIII secolo tra i Longobardi, ciò che era stato a lui insegnato sin da bambino su Godan).

Non possiamo però dimenticare come per i Longobardi, in particolar modo per le loro donne, esisteva un'altra divinità del pantheon germanico altrettanto importante, la di lui moglie Frea!

Senza il suggerimento della Dea alla sacerdotessa Gambara i Winniler non sarebbero stati visti da Godan (nell'Origo Gentis Langobardorum si narra anche di come Frea girò il letto di modo che Godan non potesse non scorgere i Winniler al suo risveglio), e senza l'intercessione presso il marito questi non avrebbero ricevuto il nuovo nome di "Longobardi" e la vittoria sui ben più numerosi Vandali.

"Frigga tesse le nubi" (John Charles Dollman, 1909)

Frea, nota tra le altre popolazioni germano-scandinave, come Frigg o Frigga, è una divinità celeste che possiede il dono di conoscere il destino, veglia sull'amore, sul matrimonio e sulle partorienti, inoltre presiede alle arti femminili (in particolar modo la tessitura, tanto che la costellazione a noi nota come "Cintura di Orione" in antichità era chiamata "Friggerock" o "Frejerock" cioè la "Conocchia di Frigg", dove la conocchia è una parte del fuso usato nella filatura). Il venerdì è il giorno a lei dedicato come confermato ancor oggi dai vocaboli "Friday" (inglese) e Freitag (tedesco).

Per maggiori informazioni sulla Fede Ancestrale Longobarda segnaliamo la pagina della Comunità Odinista.